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Semina del Colza
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Semina del Colza
Fino a pochi
giorni fa, le
semine del colza
stavano
procedendo su
gran parte del
territorio
nazionale. Tra
settembre e
ottobre la
preparazione del
letto di semina
e le condizioni
climatiche hanno
condizionato
tempi e
operatività. In
quella fase, la
mancanza di
precipitazioni
utili hanno
“spostato in
avanti” la data
di semina di
alcuni
comprensori.
Malgrado le
difficoltà
climatiche, chi
aveva già
coltivato il
colza lo scorso
anno e intendeva
confermare la
coltura
quest’anno aveva
ai primi di
settembre già i
terreni pronti,
perché la semina
del colza inizia
con la raccolta
della coltura
precedente e la
lavorazione
anticipata delle
terre arabili.
Insieme alla
diffusione della
coltura, la
buona tecnica
prenderà “il
sopravvento” a
vantaggio della
programmazione e
della
produzione. Con
le piogge degli
ultimi giorni,
possiamo
ritenere
conclusa la fase
della semina.
Non ci resta che
sperare in
condizioni
climatiche che
facilitino
emergenze e
sviluppo della
coltura. Detto
ciò, in
campagna, ci
troviamo con
realtà
“variegate”:
colza già nata e
ben sviluppata,
appezzamenti a
livello
cotiledonare e
semi che stanno
germinando. Se
presente, il
fenomeno di
scalarità delle
nascite dovrebbe
essere azzerato
da queste ultime
precipitazioni.
Nelle prossime
settimane faremo
il punto della
situazione,
tracciando un
quadro
aggiornato e più
completo
possibile.
Le scelte
corrette
SADA Srl, con il
progetto ATI
“Colza Italia”,
ha proposto il
colza come
valida
opportunità
agronomica ed
economica. Nelle
riunioni e nei
vari incontri
con le imprese
agricole e gli
operatori é
apparso evidente
l’interesse per
questa coltura
che saprà
trovare il suo
spazio nelle
campagne
italiane. In un
contesto di
mercato che
“lascia poco
spazio
all’entusiasmo”
le uniche
strategie che in
agricoltura
possiamo attuare
per garantirci
marginalità
sono, insieme
alla capacità di
analizzare la
situazione, la
consapevolezza
di ciò che si
sta facendo e la
ricerca della
massima
produttività.
Anche il colza
non si sottrae a
questa semplice
legge. In
periodi di
“crisi”, i mezzi
tecnici sono
scambiati per
costi e ci si
affida alla
benevolenza
dell’andamento
climatico. Anche
se il colza non
ha grandi
esigenze e può
essere
considerata una
coltura
“semplice”, è
bene ricordare
che i mezzi
tecnici sono
investimenti,
che devono
essere attuati a
garanzia della
produzione che
vogliamo
realizzare. Si
parte dal seme
utilizzato, per
poi passare al
diserbo, alle
concimazioni
(fondamentali
per produrre
bene), alla
difesa
fitosanitaria.
Se avete qualche
incertezza non
esitate:
chiamate il
tecnico SADA.
La rete SADA
sarà al vostro
fianco per
individuare le
scelte più
opportune ed
economicamente
più vantaggiose
per la vostra
azienda.
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Una newsletter per posta elettronica rappresenta un metodo efficace per rimanere in contatto con le imprese agricole e gli operatori del settore. Uno strumento pensato per aggiornare sulle novità. Questa newsletter è progettata e scritta per offrire informazioni utili non solo alla coltivazione del colza, perché il Progetto SADA non si limita a questa oleaginosa, ma si occuperà anche di girasole altoleico, soia e cereali. Inizia con questo numero un filo diretto, che crescerà insieme al colza e al vostro interesse.
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