COLZA, assicurare o meno la coltura

Con un andamento climatico (piogge battenti, grandine e vento forte) preoccupante per una coltura che ha quasi raggiunto lo stato di maturazione ed è particolarmente vulnerabile ci si potrebbe chiedere, in questi giorni, se è opportuno assicurare il “raccolto” e “mettere in sicurezza” il reddito dell’Impresa Agricola.

 

Per effetto di prezzi di mercato sostenuti, la coltura vale molto e diventa logico preservare questo valore. Alcune aziende hanno già attivato l’assicurazione (poche), altre ci stanno pensando e altre ancora non sanno che fare. Lo strumento assicurativo è uno strumento di efficienza economica al pari dei mezzi tecnici e non costa molto. Varia da comune a comune, ma proviamo fare alcuni conti per capire le grandezze messe in gioco. Lo so che l’assicurazione è considerata una spesa ma, se necessaria, occorre guardala diversamente.

 

Se non erro, la COLZA per una copertura con franchigia del 10%, costa circa il 4% del valore assicurato (valore indicativo che varia da comprensorio a comprensorio in funzione del rischio). Se per esempio ipotizziamo una produzione di 35 quintali di prodotto a ettaro e un valore tabellare (prezzo colza riconosciuto dall’Assicurazione che si rifà di solito all’anno precedente) di 33,00 €/quintale abbiamo un valore assicurabile di 1155,00 €/ettaro al quale corrisponde un premio (costo assicurativo) di circa 46,00 €.

 

Se la cifra è questa, stiamo parlando di 1 quintale di Colza. I conti sono fatti. In più va aggiunto che attraverso la PAC, per l’esempio riportato (franchigia 10% …), si recupera sulla cifra totale circa il 50% del costo. A questo punto siamo a 23,00 €/ettaro di costo effettivo. Sono molti, sono pochi? Sta all’Azienda decidere se serve o se si possono risparmiare anche questi.

 

Attenzione, io non voglio sostituirmi agli assicuratori e poteri aver omesso qualcosa, quindi consiglio di verificare con la compagnia assicurativa il percorso e i costi. Sentite anche dal vostro CAA, chiedete come fare e cosa vi dicono. Questo è solo un contributo al pari di quelli tecnici che ho più volte dato e che spero abbiate apprezzato, ma se volete fare qualcosa, fatelo subito. In ogni caso per il prossimo anno pensiamo alla cosa in tempo.

 

Cordialmente,

 

Giancarlo Pennuti.

 

   
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www.anb.it Pagina aggiornata il: 16 giugno 2011