REGIONE                            ASSOCIAZIONE NAZIONALE

              LOMBARDIA                                       BIETICOLTORI

 

_______________________________

 

 

 

PIANO DI SVILUPPO RURALE 2000-2006 Misura n (1.14)

 

 

INFORMAZIONE

 

 

ESPERIENZA INNOVATIVA DI INFORMAZIONE EFFETTUATA MEDIANTE L’ALLESTIMENTO DI PROVE DIMOSTRATIVE, DI UNA RETE DI AZIENDE “PILOTA” DOVE ESEGUIRE DETERMINATE OSSERVAZIONI TECNICO-ECONOMICHE E DIVULGAZIONE DEI RISULTATI A FAVORE DELLE AZIENDE AGRICOLE LOMBARDE.

 

 

 

 

 

RACCOLTA ED ELABORAZIONE SINTETICA DEI DATI E DELLE NOTIZIE TECNICO-SCIENTIFICHE, ACQUISITE NEL CORSO DELLA ATTIVITÀ 2002 E DIFFUSA TRA I BIETICOLTORI LOMBARDI.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Febbraio 2003

 

 

 

 

 

“Realizzato con il contributo congiunto di Comunità Europea, Stato Italiano e Regione Lombardia nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006”

 

Il progetto si è posto quale obiettivo primario l’impostazione di un’attività di informazione interprovinciale inerente l’applicazione di tecniche innovative sulla coltivazione della barbabietola da zucchero nelle province di Pavia, Cremona, Mantova, a consolidata vocazione bieticola  e di Bergamo, Brescia, Milano e Lodi dove la coltura rappresenta un’alternativa, di recente introduzione, quale coltura da rinnovo.

Si è potuto così disporre, per tutta la durata del ciclo produttivo, di coltivazioni dimostrative su temi specifici sulla bieticoltura lombarda, impostate sulla base di precisi protocolli operativi

 

REGIONE LOMBARDIA

RISULTATI PROVE 2002

 

ESPERIENZA DI DIFESA ANTIOIDICA SVOLTA IN PROVINCIA DI BRESCIA

 

 

La prova, svolta regolarmente, ha previsto la difesa dall’Oidio con le seguenti tesi: A. Eminent 1,25 + Tiovit 7; B. Tiovit 7; C. Non trattato. Gli interventi, con partenza allo stadio “a stella” dell’Oidio, sono proseguiti ad intervalli regolari fino alla raccolta dei dati finali, nel rispetto dei tempi di carenza.

Epidemiologia

Occorre sottolineare che, l’andamento climatico dell’annata, particolarmente fresco e piovoso (ad eccezione dell’ultima decade di giugno e la prima di luglio) non ha favorito lo sviluppo del patogeno che, al contrario, necessita di un clima tendenzialmente più caldo e viene ostacolato dalla pioggia che tende ad allontanare il micelio superficiale attraverso un’azione dilavante. Pertanto la virulenza della malattia nel 2002 è stata particolarmente contenuta con forte condizionamento dei risultati della prova.

Rilievi in campo

Dai rilievi visivi sulla presenza di malattia sulle foglie (Area Fogliare Ammalata: A.F.A.) non è stato possibile differenziare le tesi fra loro. Si riportano comunque i valori del rilievo relativo alla polarizzazione percentuale media registrati: tesi A = 11,00; tesi B = 10,46; tesi C = 10,37.

Risultati

Tali valori, pur non significativi da un punto di vista statistico, evidenziano il seguente risultato: la differenza fra i valori ottenuti dalla tesi A (difesa completamente dalla Cercosporiosi ed Oidio) e la tesi non trattata è di 0,63. Tale valore rappresenta il vantaggio ottenuto dalla difesa verso entrambi i patogeni. La differenza invece fra tesi B (difesa solamente verso l’Oidio) e la tesi non trattata è di 0,09; tale valore rappresenta il vantaggio (praticamente nullo in annate con assenza di malattia) ottenuto dalla difesa verso l’Oidio.

In ultimo, la differenza fra tesi A e tesi B rappresenta il vantaggio ottenuto dalla difesa nei confronti della Cercosporiosi ed è equivalente a 0,54.

Tali valori ovviamente andranno approfonditi con ulteriore attività sperimentale in condizioni di maggiore presenza dell’Oidio.

 

prova regione lombardia 2002 - oidio brescia

 

 

 

 

 

 

risultati polarimetrici

 

 

tesi

POL %

 

EMINENT 1,25 + TIOVIT 7

11,00

 

TIOVIT 7

10,46

 

NON TRATTATO

10,37

 

 

 

 

 

 

PROVE CERCOSPORIOSI IN PROVINCIA DI MANTOVA

La prova è stata eseguita regolarmente con la semina secondo uno schema strip test di 20 varietà a differente tolleranza alla Cercosporiosi, alla Rizomania e tipologia. Su tali varietà sono stati applicati 4 differenti programmi di difesa alla Cercosporiosi utilizzando i medesimi principi attivi e che prevedevano un numero differente di interventi: A. Non trattato; B. 1 trattamento; C. 2 trattamenti; D. 3 trattamenti.

 

 

Epidemiologia

L’andamento climatico estivo ha condizionato fortemente l’epidemiologia della malattia. I valori termoigrometrici estivi registrati infatti sono molto prossimi a quelli ottimali di sviluppo, temperatura di 25-30° C ed umidità relativa del 95%. In tali condizioni l’inoculazione si compie solamente in 16-24 ore ed il periodo di incubazione viene ridotto a soli 8 giorni. In tali condizioni (massima virulenza della malattia) è estremamente problematico il contenimento della stessa e perciò l’avvio della difesa deve avvenire anticipatamente e tempestivamente, proseguire ad intervalli ristretti (15 giorni) e prevedere l’impiego dei prodotti più efficaci.

 

 

Rilievi in campo

I rilievi effettuati sull’Area Fogliare Ammalata (espressi con scala KWS da 0 = sano a 5 = completamente distrutto) hanno mostrato, ai primi di settembre, gli apparati originari completamente distrutti nelle tesi “non trattato”, con 1 e con 2 trattamenti. Solamente le tesi a 3 e 4 trattamenti manifestavano gli apparati originari non ancora completamente distrutti dalla malattia e quindi senza evidente processo di rivegetazione (emissione di foglie nuove). Tale processo sappiamo essere deleterio per la perdita in tenore zuccherino nelle radici. I valori registrati ai primi di settembre espressi con scala KWS 0-5, riferiti alle tesi con 3 e 4 interventi, sono stati quindi i seguenti:

 

Tab. 1 – Stima dell’area fogliare ammalata utilizzando la scala KWS (0 = apparato fogliare sano; 5 = apparato fogliare originario completamente distrutto) in data 3 settembre 2002. I dati sono ordinati in maniera crescente in base alla tesi con 4 interventi.

 

 

Varietà

Casa sementiera

3 interventi

4 interventi

RODOLFO

LION SEEDS

3,66

0,59

LICIA

AURORA

3,78

0,64

ISIDORA

SYNGENTA

3,84

0,68

DOROTEA

SYNGENTA

3,13

0,74

DECLIC

AGRA

3,82

0,74

EKO

AGRA

3,36

0,76

PORTO

DELITZSCH

3,26

0,82

RIACE

SES

3,63

0,83

NUBIA

AURORA

3,38

0,84

PALMA

MARIBO

4,36

1,38

CONCERTO

DELITZSCH

3,77

1,54

SILLA

SIS

4,34

1,73

FLAVIA

KWS

4,37

1,76

ANITA

DESPREZ

4,52

1,79

RIZOR

SES

4,40

1,80

JARIS

AURORA

4,57

1,85

IRIS

SES

4,37

1,93

RIMA

SES

4,95

1,95

FUNO

SIS

4,89

2,02

AARON

LION SEEDS

4,75

2,12

 

I valori riportati in tabella 1 testimoniano la differente tolleranza genetica dei genotipi a confronto, infatti fra il più sensibile ed il più tollerante c’è una differenza di oltre l’70% di area fogliare ammalata.

Sono stati effettuati inoltre rilievi sul tenore zuccherino in gruppi di varietà omogenee da un punto di vista genetico, prendendo in considerazione i livelli estremi di fitoprotezione dalla Cercosporiosi ovvero il non trattato ed i 4 interventi (vedi tab. 2).

 

Tab.2 – Rilievo sulla polarizzazione in 4 gruppi omogenei di varietà. Valori riferiti al non trattato ed alla difesa con 4 trattamenti.

Tolleranza Cercospora

Tolleranza Rizomania

Tipologia

Polarizzaz. (%)

Non trattato

Polarizzaz. (%)

4 trattamenti

Media

Buona

A peso

12,82

13,20

Scarsa

Buona

Equilibrata

12,46

14,76

Media

Buona

Equilibrata

12,26

14,30

Media

Medio-buona

A peso

12,96

14,02

Risultati

I risultati evidenziano come, in una annata ad elevata virulenza della Cercosporiosi, i valori polarimetrici siano fortemente condizionati dalla difesa chimica. Tali interventi, se effettuati razionalmente, possono innalzare tale parametro (fondamentale sia per la salvaguardia del reddito e sia per la resa qualitativa del prodotto) di 2,3 punti percentuali corrispondenti a circa il 18,5% di incremento. Ciò a testimonianza che la sola tolleranza genetica, se non coadiuvata da una razionale difesa chimica, non è sufficiente a contenere l’attacco fungino fino al periodo finale della campagna di raccolta. A tale proposito occorre inoltre sottolineare che, il massimo vantaggio produttivo ottenuto dal programma di trattamenti, è stato rilevato proprio nei genotipi meno tolleranti al patogeno.

 

 

 

ESPERIENZA DI CONCIMAZIONE AZOTATA SVOLTA IN PROVINCIA DI CREMONA

 

Introduzione

L’argomento della concimazione azotata della barbabietola da zucchero è ormai da tempo considerato il “primo“ tema tecnico, quello più atteso nell’imminenza delle semine.

Infatti è sempre bene ricordare che l’azoto è l’elemento nutritivo più importante in quanto può interferire positivamente o negativamente su tutto il ciclo produttivo della bietola. In particolare si sottolinea che gli effetti favorevoli della concimazione azotata si riscontrano fin dai primi stadi vegetativi in quanto l’apporto di presemina favorisce l’uniformità di sviluppo delle piante attenuando il diverso gradiente di fertilità dei terreni.

Occorre comunque individuare la giusta dose dei concimi da somministrare per garantire il più possibile l’ottimale l’equilibrio fra le rese produttive e qualitative al fine di evitare errori grossolani ormai non più ammessi nel settore bieticolo; è infatti ormai ben noto che un apporto eccessivo di unità di azoto, soprattutto in copertura, determina un continuo sviluppo dell’apparato fogliare con conseguente diminuzione del contenuto in zucchero; inoltre, a causa dell’accumulo di azoto non trasformato nella radice, si accrescono le difficoltà di estrazione dello zucchero durante la lavorazione industriale.

 

L’utilizzo dell’N-Tester

E’ ormai noto che nelle prime fasi vegetative della pianta (4-6 foglie) si rende sempre più necessario valutare lo stato della coltura in atto al fine di apportare  o limitare eventuali integrazioni aggiuntive al piano di concimazione.

A questo riguardo l’Associazione Nazionale Bieticoltori consiglia l’utilizzo dello strumento ottico N-Tester ormai da qualche anno in dotazione ai propri tecnici. Questo strumento portatile del tipo palmare è in pratica un lettore del livello di clorofilla presente nelle foglie; pertanto essendo la clorofilla strettamente correlata con il quantitativo di azoto contenuto nelle foglie, l’N-Tester viene impiegato per determinare lo stato nutrizionale della coltura in atto.

Nel caso specifico della barbabietola da zucchero, il Servizio Tecnico dell’ANB, a seguito di una propria attività sperimentale poliennale, ha messo a punto una tabella di taratura per determinare le unità di azoto da somministrare in base alla lettura dello strumento.

Il vantaggio di tale metodo di valutazione fogliare è quello di fornire già in campo una risposta immediata in merito allo stato nutrizionale delle piante con le relative unità di azoto da somministrare. Per citare qualche esempio, lo scorso anno i consigli medi su tutto il territorio della Valle Padana hanno previsto una integrazione da 0 a 40 unità/ha in relazione soprattutto alle precipitazioni, alla concimazione di presemina e alla qualità storica aziendale.

Inoltre per quanto riguarda i valori riscontrati si sottolinea che nell’ambito delle singole aree dei comprensori di produzione si presentano però sostanziali differenze a conferma quindi della necessità di operare per singola azienda e a volte anche per appezzamento.

 

La prova dimostrativa

La prova è stata allestita presso l’az. Urtini Ernesto e Alessandro a S. Giovanni in Croce (CR) su un appezzamento secondo uno schema a parcelloni strip block.

La semina è stata effettuata il 28/02/02 utilizzando la varietà Monodoro doppio tollerante; la concimazione azotata di presemina è stata effettuata con una somministrazione di 50 unità di azoto per ettaro su tutto l’appezzamento.

Per la concimazione di copertura sono state previste 4 tesi con le seguenti unità di azoto per ettaro: 0 (nessun apporto), 25, 50, 75.

La concimazione è stata effettuata alla fase delle 6 foglie; nello stesso momento sono stati eseguiti i rilevamenti fogliari con l’N-Tester per l’accertamento della dotazione nutrizionale dell’elemento azoto.

La raccolta dei campioni bietola per l’accertamento dei parametri quantitativi e qualitativi è stata realizzata il 17 settembre. 

 

Risultati

Il grafico 1 e la tabella 1 riportano i risultati medi dei dati produttivi e qualitativi della prova dimostrativa.

I risultati ottenuti evidenziano una resa in radici crescente all’aumentare dei livelli di azoto somministrati, raggiungendo alla dose di 75 unità  il valore più elevato di 81.23 t/ha con un aumento del 70 % rispetto al testimone non concimato.

Per effetto dell’aumento del peso radici, la polarizzazione ottenuta con le tesi concimate diminuisce rispetto al testimone non concimato ma con un calo contenuto del 2- 4%; in pratica le tesi concimate con 75 e 50 unità realizzano 13.66 e 13.44 mentre la tesi non concimata 13.97.

Il parametro qualitativo Psd (purezza sugo denso) decresce in maniera contenuta rispetto al testimone con valori che variano dall’1 al 2 %.

I valori reali si attestano ad oltre 91 per le tesi concimate, quindi soddisfacenti per la trasformazione industriale.

Occorre comunque evidenziare che i valori del melassigeno azoto alfa amminico per le tesi concimate risultano abbastanza elevati ma comunque ancora accettabili per la trasformazione industriale.

In merito alla produzione lorda vendibile si evidenzia che il valore più elevato è stato ottenuto dall’apporto di 75 unità con 2.785 euro per ettaro, con un aumento del 64 % rispetto al testimone, del 16 % rispetto all’apporto di 50 unità e del 23 % rispetto all’apporto di 25 unità.

Per quanto riguarda i rilievi eseguiti con l’N-Tester prima di effettuare le concimazioni di copertura, alla fase delle 4-6 foglie è stato riscontrato un valore medio di lettura di 390; pertanto secondo la tabella di taratura (tab. 2) a tale valore corrisponderebbe una richiesta stimata di 60 unità di azoto per ettaro.

 

Conclusioni

La prova impostata per verificare l’attendibilità dello strumento ottico rilevatore di clorofilla N-Tester ha confermato la corrispondenza di fra dato rilevato e fabbisogno della coltura in termini di nutrizione azotata.

Infatti l’apporto di azoto corrispondente alle 60 unità rilevato con tale strumento, risulta in linea con i risultati produttivi ottenuti con la tesi che prevedeva la somministrazione di 75 unità.

Si sottolinea comunque che secondo la nostra esperienza sperimentale durante la fase di copertura è bene non eccedere negli apporti di azoto per non penalizzare gli aspetti qualitativi della bietola, nello specifico il parametro dell’azoto alfa amminico come evidenziato dalla prova; conseguentemente l’N-Tester è stato prudenzialmente tarato per una somministrazione massima di 60 unità di azoto per ettaro alle 4-6 foglie al fine di permettere alle piante di ben metabolizzare e non accumulare l’elemento azotato nelle radici.

 

 

 

www.anb.it Pagina aggiornata il: 20 marzo 2003 Associazione Nazionale Bieticoltori