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COMUNICATO STAMPA
8 aprile
2005
Le
Associazioni bieticole A.N.B., C.N.B. e A.B.I. esprimono una valutazione
positiva sull’incontro con il Ministro Alemanno del 6 aprile scorso in tema
di riforma della Organizzazione Comune di Mercato dello zucchero.
In tale
occasione il Ministro ha infatti presentato una linea condivisibile. Il
disegno di riforma della Commissione – ha sostenuto Alemanno – è delirante
nella misura in cui prevede la scomparsa delle attività produttive nelle
aree più deboli. Tale filosofia, che rinnega il principio della
multifunzionalità introdotto dalla nuova PAC, è dunque inaccettabile per
l’Italia che rischia di vedere azzerato il proprio sistema produttivo. Ciò
non significa tuttavia restaurare lo status quo normativo, ma solo
pretendere uno spazio vitale anche se inevitabilmente ridimensionato per via
di vincoli internazionali non sovvertibili.
Questa
posizione di principio – condivisa da A.N.B., C.N.B. e A.B.I. – è stata
concretizzata tecnicamente con una lista di punti, illustrata dal Ministro
stesso alle Associazioni e da questi successivamente presentata
nell’incontro del pomeriggio con il Commissario Fischer Boel:
-
riduzione dei prezzi istituzionali più moderata rispetto alle intenzioni
della Commissione UE, prezzi che dovranno collocarsi stabilmente al di
sopra del primo step della proposta in essere;
-
aumento dell’enveloppe nazionale, ora indicata in 119 milioni di
euro, e gestione nazionale dell’enveloppe stessa con principi
applicativi flessibili in modo da poter decidere autonomamente
l’utilizzo degli aiuti UE e come assicurare le condizioni economiche
alla coltura della bietola nelle tre aree del Paese;
-
mantenimento dei contingenti zucchero nazionali senza possibilità di
trasferimento delle quote tra Stati membri e loro taglio applicato
prioritariamente ai Paesi responsabili delle eccedenze;
-
mantenimento della facoltà di concessione di aiuti nazionali per il sud
Italia;
-
tempestività nella definizione della nuova cornice normativa, al fine di
consentire preventivamente le scelte più opportune di semina e di
investimento sia per le imprese agricole che per le Società saccarifere.
È
evidente – ha proseguito il Ministro Alemanno – che il ridimensionamento del
settore, collegato alla inevitabile riduzione delle quote europee, dovrà
essere supportato da un progetto di ristrutturazione della filiera,
finanziato anche dalla UE.
La
trattativa che si va ad aprire a Bruxelles si prospetta molto dura, ma la
praticabilità di una minoranza di blocco, già perseguita felicemente a
novembre da Alemanno, potrà aiutare nel raggiungere il risultato.
I punti
sostenuti dal Ministro riassumono in termini complessivi le indicazioni
fornite dal mondo agricolo.
Si è
così definita una posizione italiana condivisa e ciò consente al Ministro di
disporre di un sostegno ampio, che le Associazioni potranno manifestare
anche attraverso una mobilitazione dei soci per dare maggior forza alla
autorevole azione negoziale del Ministro.
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