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Bologna 16 giugno 2005
COMUNICATO
STAMPA
“Una manifestazione imponente” è stata
definita quella che si è svolta a Piove di Sacco, in provincia di
Padova, organizzata unitariamente dalle tre Associazioni Bieticole, Anb,
Cnb ed Abi e da Italia Zuccheri, nel quadro delle iniziative per
protestare contro la proposta della Commissione Ue di riformare l’Ocm
zucchero. Anche qui, nel cuore del Veneto, regione vocata alla
bieticoltura, dove le rese unitarie di saccarosio sono più vicine a
quelle dell’Europa centrale, è stato ribadito che, se venisse approvato
l’attuale progetto di regolamento, non si parlerà più di bieticoltura né
di zuccherifici.
Per la parte agricola è intervenuto Carlo
Alberto Roncarati, presidente di ANB. Per la parte industriale Daniele
Bragaglia, Amministratore delegato di Italia Zuccheri. Hanno parlato
anche rappresentanti sindacali dei lavoratori, alcuni sindaci,
l’assessore provinciale all’agricoltura ed un rappresentante della
Regione.
La manifestazione si è caratterizzata,
oltre che per la forte presenza di coltivatori, anche per la sfilata con
mezzi meccanici (almeno 120 trattori ed alcune decine di autocarri), che
hanno percorso i sette chilometri che separano Piove di Sacco da
Pontelongo. Circa 200 i bieticoltori friulani arrivati a bordo di auto e
di pullman a testimoniare che anche la loro Regione, pur priva di
zuccherifici, non vuole rinunciare a produrre barbabietole da zucchero.
A Pontelongo, come in occasione delle
altre manifestazioni, non si sono registrati linguaggi o accenti diversi
tra Roncarati, per i bieticoltori, Bragaglia per gli industriali o il
sindacalista rappresentante di fabbrica delle maestranze. Questo, è
stato sottolineato, è un primo importante successo raggiunto, da
considerarsi prodromico per la difficile battaglia da combattere a
livello comunitario. E’ stato infine approvato un ordine del giorno,
che, dopo aver definito il disegno della Commissione cinico,
discriminatorio, antisociale ed antieconomico, chiede al Governo
nazionale una serie di garanzie e di punti fermi nel negoziato che si
preannuncia particolarmente arduo, ma non impossibile da condurre in
porto, soprattutto se si riuscirà a mantenere quella minoranza di blocco
che già nell’autunno scorso aveva visto i suoi esordi in materia di Ocm
zucchero.
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