ANB Press Release 305 - Comunicato stampa ANB del 22 giugno 2005 - La proposta legislativa della Commissione Europea sulla riforma dell'OCM zucchero ha confermato le pessime previsioni della vigilia.
 

   

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Nazionale Bieticoltori comunica:

La proposta legislativa della Commissione Europea sulla riforma dell’OCM zucchero, presentata oggi a Bruxelles, ha confermato le pessime previsioni della vigilia.

Il documento dell’Esecutivo comunitario apre infatti prospettive drammatiche per il settore bieticolo-saccarifero italiano, di cui mette a repentaglio la stessa esistenza.

Il drastico taglio dei prezzi garantiti, sia per la bietola che per lo zucchero, non consente di ipotizzare il mantenimento della filiera, con i conseguenti danni di carattere economico, sociale e agricolo su un comparto ad alto valore produttivo che, fino ad oggi, è stato in grado di assicurare la sostanziale copertura del fabbisogno interno.

La proposta contiene inoltre strumenti tecnico-economici assolutamente inaccettabili perché volti a stimolare una competitività europea, che significa, in realtà, selezione tra le aree produttive. Il liberismo della Commissione Barroso sembra essere più che altro un modo per tagliare fuori brutalmente alcuni Paesi dal sistema produttivo, a tutto vantaggio di altri più vocati del Centro Europa.

“Vorrà dire che il consumatore e l’industria dolciaria nazionale – sottolinea il presidente di ANB, Carlo Alberto Roncarati – si dovranno rassegnare a consumare zucchero di importazione, proveniente dal resto dell’Europa oppure dai Paesi extracomunitari”

“Chiediamo al Ministro Alemanno di opporsi a questo disegno, collocandolo al centro di una azione di contrasto che investa l’intero Governo, visto che si tratta di una prospettiva eclatante, mai avvenuta in passato in termini di tali dimensioni. Daremo tutta la nostra collaborazione – aggiunge Roncarati - come produttori per sostenere una linea di attacco governativa che va rapidamente presentata, senza incertezze e soprattutto con un disegno alternativo chiaro. Con questa Commissione infatti è dubbio che si possa discutere o trattare, almeno finché continua a sostenere proposte inaccettabili per la filosofia di fondo e per la vestizione tecnica che le caratterizza”.

 

Bologna, 22 giugno 2005


 

 
 
 

 

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