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COMUNICATO STAMPA
L’Associazione Nazionale Bieticoltori comunica:
La
proposta legislativa della Commissione Europea sulla riforma dell’OCM
zucchero, presentata oggi a Bruxelles, ha confermato le pessime
previsioni della vigilia.
Il
documento dell’Esecutivo comunitario apre infatti prospettive
drammatiche per il settore bieticolo-saccarifero italiano, di cui mette
a repentaglio la stessa esistenza.
Il
drastico taglio dei prezzi garantiti, sia per la bietola che per lo
zucchero, non consente di ipotizzare il mantenimento della filiera, con
i conseguenti danni di carattere economico, sociale e agricolo su un
comparto ad alto valore produttivo che, fino ad oggi, è stato in grado
di assicurare la sostanziale copertura del fabbisogno interno.
La
proposta contiene inoltre strumenti tecnico-economici assolutamente
inaccettabili perché volti a stimolare una competitività europea, che
significa, in realtà, selezione tra le aree produttive. Il liberismo
della Commissione Barroso sembra essere più che altro un modo per
tagliare fuori brutalmente alcuni Paesi dal sistema produttivo, a tutto
vantaggio di altri più vocati del Centro Europa.
“Vorrà dire che il consumatore e l’industria dolciaria nazionale –
sottolinea il presidente di ANB, Carlo Alberto Roncarati – si dovranno
rassegnare a consumare zucchero di importazione, proveniente dal resto
dell’Europa oppure dai Paesi extracomunitari”
“Chiediamo al Ministro Alemanno di opporsi a questo disegno,
collocandolo al centro di una azione di contrasto che investa l’intero
Governo, visto che si tratta di una prospettiva eclatante, mai avvenuta
in passato in termini di tali dimensioni. Daremo tutta la nostra
collaborazione – aggiunge Roncarati - come produttori per sostenere una
linea di attacco governativa che va rapidamente presentata, senza
incertezze e soprattutto con un disegno alternativo chiaro. Con questa
Commissione infatti è dubbio che si possa discutere o trattare, almeno
finché continua a sostenere proposte inaccettabili per la filosofia di
fondo e per la vestizione tecnica che le caratterizza”.
Bologna, 22 giugno 2005
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