ANB Press Release 316 - Comunicato stampa ANB del 29 settembre 2005 - Situazione campagna 2005 e prospettive future

 
   

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Nazionale Bieticoltori comunica:

 

Mentre la campagna bieticolo-saccarifera sta doppiando la boa dei due terzi del suo cammino, stimando molti zuccherifici di chiudere, piogge permettendo, per la fine di ottobre, altri fatti non sempre positivi intervengono a turbare un’annata peraltro considerata fino ad ora positiva. Ne dà notizia l’Anb, ricordando che proprio in questi giorni la Ue, per ottemperare alle prescrizioni del WTO, ha tagliato le quote di produzione della corrente campagna di 1,806 milioni di tonnellate di zucchero. Questo significa per l’Italia una riduzione di circa 0,16 milioni di tonn. su 1,560 di quota. Se a tale riduzione si somma il quantitativo di surplus di produzione stimato in circa 0,240 milioni di tonn. (da 1,560 a 1,800), dovranno essere riportate alla campagna successiva circa 0,4 milioni di tonnellate di zucchero. Questa quantità enorme di prodotto, aggiunge Anb, oltre che costituire una notevole limitazione nelle possibilità produttive  per la campagna 2006, subirà penalizzazioni economiche ancora non definite, ma certo non irrilevanti.

Al Sud poi i bieticoltori sono sul piede di guerra, perché il momento delle semine autunnali si sta avvicinando senza che si abbia un’idea sulla superficie che sarà investita a barbabietole né sulla remunerazione del prodotto. Per questo il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, unitamente ai colleghi di Spagna, Portogallo e Grecia, si è rivolto al Commissario agricolo Mariann Fischer Boel, per sollecitare una decisione nei confronti dei bieticoltori che effettuano le semine autunnali. Essere costretti a seminare, senza una previsione di ricavi, appare un non senso prima ancora che un azzardo economico.

E lo schema di nuovo Regolamento zucchero sembra lasciare poche speranze per quanto riguarda l’abbattimento del prezzo di circa il 39% in due anni. La salvezza del comparto bieticolo-saccarifero, sia pure ridimensionato, del nostro Paese dipenderà principalmente da livelli di prezzo più elevati di bietole e zucchero, dalle possibilità di mantenere un prezzo di intervento, di contingentare le importazioni privilegiate nella Comunità, dall’ammontare del fondo (e dal suo uso) che sarà costituito per integrare il reddito dei nostri bieticoltori nonché dal fondo per la ristrutturazione industriale.

 

Bologna, 29 settembre 2005

 

   
 
 

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