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COMUNICATO STAMPA
L’Associazione Nazionale Bieticoltori comunica:
Mentre la campagna bieticolo-saccarifera sta doppiando la boa dei due
terzi del suo cammino, stimando molti zuccherifici di chiudere, piogge
permettendo, per la fine di ottobre, altri fatti non sempre positivi
intervengono a turbare un’annata peraltro considerata fino ad ora
positiva. Ne dà notizia l’Anb, ricordando che proprio in questi giorni
la Ue, per ottemperare alle prescrizioni del WTO, ha tagliato le quote
di produzione della corrente campagna di 1,806 milioni di tonnellate di
zucchero. Questo significa per l’Italia una riduzione di circa 0,16
milioni di tonn. su 1,560 di quota. Se a tale riduzione si somma il
quantitativo di surplus di produzione stimato in circa 0,240 milioni di
tonn. (da 1,560 a 1,800), dovranno essere riportate alla campagna
successiva circa 0,4 milioni di tonnellate di zucchero. Questa quantità
enorme di prodotto, aggiunge Anb, oltre che costituire una notevole
limitazione nelle possibilità produttive per la campagna 2006, subirà
penalizzazioni economiche ancora non definite, ma certo non irrilevanti.
Al
Sud poi i bieticoltori sono sul piede di guerra, perché il momento delle
semine autunnali si sta avvicinando senza che si abbia un’idea sulla
superficie che sarà investita a barbabietole né sulla remunerazione del
prodotto. Per questo il ministro delle Politiche agricole, Gianni
Alemanno, unitamente ai colleghi di Spagna, Portogallo e Grecia, si è
rivolto al Commissario agricolo Mariann Fischer Boel, per sollecitare
una decisione nei confronti dei bieticoltori che effettuano le semine
autunnali. Essere costretti a seminare, senza una previsione di ricavi,
appare un non senso prima ancora che un azzardo economico.
E lo
schema di nuovo Regolamento zucchero sembra lasciare poche speranze per
quanto riguarda l’abbattimento del prezzo di circa il 39% in due anni.
La salvezza del comparto bieticolo-saccarifero, sia pure ridimensionato,
del nostro Paese dipenderà principalmente da livelli di prezzo più
elevati di bietole e zucchero, dalle possibilità di mantenere un prezzo
di intervento, di contingentare le importazioni privilegiate nella
Comunità, dall’ammontare del fondo (e dal suo uso) che sarà costituito
per integrare il reddito dei nostri bieticoltori nonché dal fondo per la
ristrutturazione industriale.
Bologna, 29 settembre 2005
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