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L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE BIETICOLTORI
comunica
La
lettera del Presidente Silvio Berlusconi a Tony Blair, nella quale si
rappresenta la netta contrarietà italiana alla proposta di riforma del
regolamento zucchero del Commissario Agricolo, Marian Fischer Boel,
testimonia la gravità di una vicenda che rischia di generare
pesantissimi riflessi economici ed occupazionali sul comparto
bieticolo-saccarifero nazionale.
Con
questa iniziativa – afferma ANB - si pongono così le basi per
raggiungere quel “cambio di passo” del negoziato in corso verso una più
ampia collocazione politica, fortemente auspicato dal Ministro Alemanno
al fine di bloccare la marcia a tappe forzate impressa dal Commissario
agricolo al proprio progetto di riforma con lo scopo di giungere ad una
sua approvazione entro novembre.
Una
tempistica, precisa ANB, che è prematura rispetto ad un dibattito che
deve svolgersi in termini ben più ponderati (anche per evitare lo
scavalcamento del Parlamento europeo), pur senza compromettere la data
naturale (1 luglio 2006) di sostituzione dell’attuale regime zucchero,
non più in grado di esercitare sufficiente tutela economica per le
categorie.
La
lettera del Presidente del Consiglio consente ora di portare il problema
all’attenzione del prossimo vertice dei Capi di Stato e di Governo per
convincere lo stesso ad imporre al Commissario Agricolo una pausa di
riflessione, indispensabile per una analisi più meditata sulle
conseguenze disastrose che la proposta avrebbe sui sistemi produttivi e
sugli assetti occupazionali di vaste aree della Comunità europea, tra le
quali, in primis, l’Italia.
L’Associazione Nazionale Bieticoltori, nel sottolineare il forte impegno
del Ministro Alemanno e la sua capacità di investire l’intero Governo su
una questione di portata nazionale, si impegna ad affiancare l’azione
del Ministro con iniziative concrete, tra le quali la attivazione di un
esposto legale nei confronti della proposta della Commissione e della
sua contraddittorietà rispetto alla regolamentazione WTO, in grado di
far sorgere nuove controversie (panel), che potranno essere evitate solo
apportando alla proposta stessa idonei correttivi, tali da assicurarne
la sostenibilità di prospettiva e la capacità di tutela anche per le
aree meno favorite come quella italiana.
Bologna, 15 ottobre 2005
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