ANB Press Release 328 - Comunicato stampa ANB del 25 novembre 2005

 
   

COMUNICATO STAMPA

 

L’Associazione Nazionale Bieticoltori comunica:

  

La conclusione del negoziato sulla riforma dell’OCM Zucchero, avvenuta al termine di tre giorni di serrate trattative, comporterà il dimezzamento della filiera bieticolo-saccarifera del nostro Paese e ciò non può costituire motivo di soddisfazione. Questo è quanto riferisce l’Associazione Nazionale Bieticoltori A.N.B. dando atto al Ministro Alemanno di aver profuso grande impegno nelle difficili trattative tese a mitigare gli effetti di una proposta di riforma che metteva a rischio la sopravvivenza di un settore agroalimentare di grande tradizione.

Purtuttavia, la Commissione è riuscita a portare a termine – con un certo cinismo – il proprio progetto nonostante le proteste dei bieticoltori di molti Paesi, particolarmente italiani, che anche durante gli ultimi tre giorni hanno manifestato a Bruxelles il loro malcontento.

La Fischer Boel non ha badato a spese per concretizzare il proprio disegno cercando di spianare ulteriormente la strada verso l’abbandono. Così, oltre all’enveloppe che andrà pressoché integralmente ai produttori storici in maniera disaccoppiata, sono state ancora più incentivate le dismissioni delle attività industriali che vedranno coinvolti almeno i 2/3 delle fabbriche del nostro Paese.

Di ciò, A.N.B. non può dirsi soddisfatta perché, a differenza di altri che cantano vittoria magnificando l’apporto da loro dato alla conclusione del negoziato, ritiene che l’aver ottenuto un congruo risarcimento per i bieticoltori storici non rappresentasse la priorità da perseguire nell’ottica della tutela degli interessi delle “vere” imprese che debbono trarre dalla attività giustamente remunerata – e non dai sussidi – il riconoscimento del proprio impegno imprenditoriale.

Al di là delle compensazioni, la chiusura degli stabilimenti ed il ridimensionamento a 100/120.000 ettari del settore bieticolo rappresentano una ferita in termini economici e sociali che non potrà essere facilmente rimarginata, nonostante l’impegno del Ministro a favore della riconversione delle fabbriche, e segnano l’abbandono certo della coltivazione in diverse aree del Paese.

Va comunque riconosciuto che sono state procurate le risorse, vuoi comunitarie che nazionali, potenzialmente in grado di consentire l’attività bieticolo-saccarifera residua in termini di compatibilità economica, anche se la loro autorizzazione è temporanea, riguardando solo 5 anni degli 8 del Regolamento. Tutto però dipenderà da come il fondo nazionale (pari a ben 65,8 milioni di Euro annui reso disponibile da qui fino al 2014), verrà utilizzato, assodato che quanto sarà corrisposto in maniera accoppiata in aggiunta al prezzo di base non assicura la copertura dei costi di produzione delle barbabietole.

A.N.B. esprime l’auspicio che sia ancora possibile praticare la coltura in tutte le aree del Paese e che venga assicurata ai bieticoltori una remunerazione del prodotto tale da garantire l’approvvigionamento delle fabbriche. Ove ciò non si realizzasse, nonostante lo strenuo impegno negoziale, la scomparsa del settore sarebbe inevitabile per mancanza della materia prima.

In ogni caso ANB si riserva una più approfondita valutazione di tutti i complessi elementi del compromesso.

 

Bologna 25 novembre 2005

 

 
 

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