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COMUNICATO
STAMPA
L’Associazione Nazionale
Bieticoltori comunica:
Cosa sarà a spingere il Presidente della
Coldiretti Bedoni ad accreditarsi quale moralizzatore e solutore di
problemi che altri non sanno affrontare anche quando la verità è
inconfutabilmente opposta? Saranno le difficoltà che va incontrando con
la propria base sociale a suggerirgli di vantare gli effetti
miracolistici dei suoi richiami?
Se lo chiede l’Anb nell’apprendere che
Paolo Bedoni si è attribuito il merito della positiva conclusione
dell’Accordo Interprofessionale bieticolo-saccarifero siglato la notte
tra l’8 e il 9 febbraio a Roma, dopo che le intese di base con la parte
industriale erano state di fatto raggiunte a Bologna una quindicina di
giorni prima grazie all’impegno delle Associazioni bieticole,
protagoniste di una lunga serie di negoziati ai quali Coldiretti non
aveva partecipato.
Nella realtà, le Associazioni bieticole
avevano già esplorato ogni possibilità di mantenere in esercizio un
numero maggiore di stabilimenti che avesse consentito una più omogenea
distribuzione delle aree produttive. Ed avevano ripetutamente
sollecitato Istituzioni e Società industriali a produrre il massimo
sforzo al fine di preservare quanto più possibile un settore che uscirà
drasticamente ridimensionato dalla riforma del regime zucchero,
così osannata dalla Coldiretti.
Sentire ora che le trattative compiute
dalle Associazioni sarebbero addirittura risultate preclusive di questo
disegno condiviso da tutto il mondo agricolo fa ritenere persino
umoristiche le dichiarazioni di Bedoni se non contribuissero -
scientemente – ad alimentare polemiche e a suscitare tensioni tese a
delegittimare le Associazioni di prodotto.
Una strategia ormai chiara che vorrebbe
far convergere in Coldiretti la rappresentanza di tutti gli interessi,
agricoli e non. Una tela di ragno tessuta pervicacemente addosso agli
agricoltori secondo un disegno la cui efficacia è tutta da dimostrare,
ma che rischia di soffocare il settore.
Bologna, 10 febbraio 2006 |