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Comunicato stampa
La Coldiretti è un’organizzazione
davvero straordinaria.
Dopo aver ispirato il compromesso del 24
novembre 2005 ed osannato la riforma, giudicandola ottima e necessaria,
si è resa conto che la propria base la pensa in maniera esattamente
opposta, così, per evitare la contestazione a cui è fatta segno, tenta
di scaricare su altri le proprie responsabilità.
Questo è quanto dichiara Giorgio Pasti,
consigliere dell’Associazione Nazionale Bieticoltori, commentando i
ripetuti attacchi orchestrati dalla Coldiretti Nazionale e lanciati in
occasione delle riunioni periferiche organizzate per illustrare gli
effetti pratici della riforma.
In queste riunioni vengono incolpate le
associazioni e in particolare l’ANB, che avendo numerosi soci di
appartenenza Coldiretti, costituisce la vera spina nel fianco, poiché
non si preoccupa di pestare i calli di chi ha la coscienza sporca e
l’ANB, dice Pasti, non intende nascondere la verità.
L’ultima perla è uscita dalla riunione
tenuta dalla Coldiretti del FVG nella quale l’ANB (da sola) è stata
incolpata dell’accordo con Italia Zuccheri, che taglia fuori la gran
parte del migliore bacino produttivo Italiano.
Al proposito, prosegue Pasti, intendo
precisare che i 1.400 ettari assegnati al FVG per l’anno 2006, sono
stati determinati su proposta dell’Industria, le associazioni ne hanno
preso atto nel quadro di una distribuzione delle assegnazioni di
saccarosio rispettosa delle specificità di tutto il bacino di
approvvigionamento della fabbrica di Pontelongo, secondo le intese
interprofessionali da tutti sottoscritte.
È interessante notare poi che sia Italia
Zuccheri che la cooperativa Co.pro.b., che controlla Italia Zuccheri,
sono amministrate da una maggioranza che fa capo a Coldiretti.
Allora perché la Coldiretti si scaglia
proprio contro l’ANB?.
La risposta è già data dai fatti e,
conclude Pasti, l’ANB, i suoi dirigenti, i suoi collaboratori, con la
coscienza assolutamente tranquilla, escono ingigantiti da una disputa
che ha assunto toni di tale virulenza da approdare nelle aule dei
tribunali.
Rovigo, 18 Febbraio 2006 |