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COMUNICATO STAMPA
L’Associazione Nazionale
Bieticoltori comunica:
Secondo il Regolamento Ce 320 del
febbraio scorso un importo di almeno il 10 per cento dell’aiuto alla
ristrutturazione, fissato in 730 euro per tonnellata di quota rinunciata
dall’industria saccarifera, è riservato ai coltivatori di barbabietola
da zucchero ed ai contoterzisti che hanno lavorato sotto contratto.
L’aiuto, precisa l’Associazione Nazionale Bieticoltori, deve essere
concesso secondo criteri oggettivi e deve avere natura risarcitoria. In
sostanza deve tener conto delle perdite risultanti dal processo di
ristrutturazione. Dopo alcuni mesi di discussioni, in data 21 giugno
scorso il Ministero per le politiche agricole, comunica l’ANB, ha emesso
il Decreto attuativo con il quale fissa definitivamente la quota al 10
per cento (trattasi complessivamente di 57 milioni di euro), riserva il
40 per cento di tale somma ai coltivatori, mentre il rimanente 60 per
cento viene riconosciuto sia ai contoterzisti sia ai coltivatori
proprietari di macchinari specializzati per la bieticoltura. A questa
soluzione il Mipaf è arrivato dopo che era fallito l’ennesimo tentativo
di accordo tra le categorie della filiera, ciascuna delle quali
rivendicava una ripartizione diversa e più favorevole ai propri
associati.
ANB dà atto al Ministro Paolo De Castro
ed alla struttura ministeriale di aver provveduto con rapidità ed
efficienza a colmare una lacuna apertasi dalla mancata intesa delle
parti su una materia resa ancora più confusa dalla bassa qualità dei
Regolamenti comunitari. Tuttavia tra i bieticoltori, soprattutto tra
coloro che sono stati più colpiti dalla drammatica ristrutturazione
imposta dalla Riforma dell’Ocm zucchero, si era creata una diversa
aspettativa, in considerazione anche del fatto che il Regolamento
offriva la possibilità di ampliare la dotazione rispetto all’“almeno” 10
per cento previsto in sede Ue. Secondo ANB, il risarcimento per i
coltivatori sarà l’ennesimo boccone amaro provocato da una riforma
disastrosa, assolutamente inadeguato a compensare, tra l’altro, la
svalutazione che subiranno i terreni dove non sarà più possibile
coltivare barbabietole e la perdita di reddito dovuta all’inadeguatezza
dell’aiuto disaccoppiato che copre solo il 64 per cento dei livelli di
garanzia economica della precedente normativa. Ecco perché una riforma
nata male in sede comunitaria rischia di essere applicata peggio in sede
nazionale.
Bologna, 23 giugno 2006
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