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COMUNICATO
STAMPA DELL’ANB
“La presentazione, da parte dei Servizi della Commissione Europea, di
una proposta di modifica dell’OCM zucchero varata appena un anno fa, non
solo testimonia l’inefficacia di partenza dei meccanismi di contenimento
delle eccedenze adottati da questa sciagurata normativa, ma ne conferma
il carattere discriminatorio ai danni di specifiche regioni, come
l’Italia”.
E’ questo il commento a caldo del Presidente dell’Associazione Nazionale
Bieticoltori-ANB, Carlo Alberto Roncarati, all’uscita delle prime
indiscrezioni sul pacchetto di misure allo studio a Bruxelles per
arginare una deriva dell’Europa dello zucchero verso eccedenze
perduranti, nonostante il sacrificio di alcuni Paesi, Italia in primis,
che hanno già rinunciato ad oltre il 50% del loro diritto a produrre
(quote), ceduto all’apposito Fondo di interevento comunitario.
Novità assoluta del pacchetto è la possibilità data ai bieticoltori di
decidere autonomamente se rinunciare a produrre (fino ad oggi, il potere
di iniziativa è stato sempre ad appannaggio dei soli industriali
saccariferi), entro il limite del 10% della quota zucchero industriale.
Le domande sarebbero accolte secondo il sistema del “prima arrivato,
prima servito”.
E’ stata inoltre proposta l’introduzione di un aiuto integrativo
esclusivamente destinato ai bieticoltori, pari a poco meno di 240 euro
per tonnellata di equivalente zucchero rinunciata. L’aiuto avrebbe
carattere retroattivo, poiché sarebbe applicato anche a coloro i quali
hanno abbandonato la produzione prima della introduzione di questi
correttivi di metà percorso.
“La retroattività, nonché la proporzionalità con cui verrebbero
applicati futuri ritiri di produzione tra gli Stati membri, basata sulle
rinunce già fatte dagli stessi (altra misura proposta), vanno certamente
incontro all’interesse del nostro Paese. Non può sfuggire tuttavia che
il livello dell’aiuto destinato ai bieticoltori sembra fatto apposta per
attirare solo quelli che operano nelle aree meno favorite come l’Italia,
lasciando indifferenti tutti gli altri, i veri responsabili del cronico
stato di esubero produttivo dell’Europa”.
“Vista l’estrema delicatezza della materia, che implica forti interessi
economici ed incide sulle politiche produttive per il settore, ANB
aprirà un ampio dibattito interno sul problema, in pieno raccordo con
Confagricoltura, COPAGRI e con le altre rappresentanze del mondo
agricolo, al fine di dare al Ministro De Castro ed al suo staff il
conforto di una posizione necessaria ad affrontare il negoziato con la
Commissione europea, che inizierà nei prossimi giorni con il
consolidamento delle proposte, fino all’approdo ai primi di maggio al
Consiglio agricolo cui spetta l’approvazione entro fine d’anno”.
Bologna, 30 marzo 2007
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