ANB Press Release 386 - Comunicato stampa ANB del 8 maggio 2007

 

  

 

COMUNICATO STAMPA DELL�ANB

 

 

�Il pacchetto di misure per lo zucchero che la Commissione UE ha proposto al Consiglio Agricolo di oggi costituisce un correttivo indispensabile alla riforma di settore introdotta due anni fa�.

Camillo Brena, Presidente di ANB, ritiene infatti che l�estensione anche ai bieticoltori 2006 e 2007 dell�aiuto di 237,5 euro a tonnellata zucchero che sarebbe riconosciuto, per la prima volta, ai bieticoltori che abbandonerebbero l�attivit� nel 2008, �sanerebbe una disuguaglianza e ripianerebbe un torto subito dai tanti produttori che hanno dovuto abbandonare o fortemente ridurre l�attivit� nelle due ultime annate a causa di una riforma che, con le attuali regole, ha loro assegnato solo le briciole (23milioni di euro) di una torta di 568 milioni di euro � gli aiuti alla ristrutturazione - finita per la quasi totalit� nelle tasche dell�industria�.

Secondo Brena si tratta di una sorta di risarcimento a posteriori ma comunque apprezzabile, al quale si unirebbe un�altra novit� positiva: l�esclusione dell�Italia dai provvedimenti di potenziale ritiro di produzione nel 2008 e nel 2009, nonch� di possibile taglio dei contingenti nazionali nel 2010. Un risultato niente affatto scontato, ottenuto dal Ministro De Castro e dai responsabili del MIPAAF facendo leva sul forte contributo dato dall�Italia al riequilibrio del mercato europeo, cedendo quota al Fondo di Ristrutturazione.

�Di fronte a questi risultati positivi non va per� sottaciuto il rischio che si cela dietro ad alcuni meccanismi innovativi. L�idea di concedere ai bieticoltori il potere di iniziativa nel ricorrere in forma autonoma al Fondo di Ristrutturazione, cos� come congegnata, � illusoria. L�industria infatti avrebbe la possibilit� di subentrare ai bieticoltori, cancellandone il potere di autodeterminazione e modificando gli importi attesi�.

�Sul piano generale, non va infine dimenticato che la Commissione UE, con le sue proposte, punta ad incentivare l�abbandono della produzione. L�Italia ha gi� pesantemente contribuito su questo punto ed � necessario trovare gli adattamenti ai progetti di regolamento che ci possano consentire di gestire le nuove regole senza impattare l�attivit� dei 6 zuccherifici rimasti. Un�ipotesi che la bieticoltura italiana, e le forze economiche e sociali che operano intorno al settore, non possono permettersi�.

 

 

Bologna, 8 maggio 2007

 

 

 

 

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