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COMUNICATO
STAMPA DELL�ANB
�Il pacchetto di misure per lo zucchero
che la Commissione UE ha proposto al Consiglio Agricolo di oggi
costituisce un correttivo indispensabile alla riforma di settore
introdotta due anni fa�.
Camillo Brena, Presidente di ANB,
ritiene infatti che l�estensione anche ai bieticoltori 2006 e 2007
dell�aiuto di 237,5 euro a tonnellata zucchero che sarebbe riconosciuto,
per la prima volta, ai bieticoltori che abbandonerebbero l�attivit� nel
2008, �sanerebbe una disuguaglianza e ripianerebbe un torto subito dai
tanti produttori che hanno dovuto abbandonare o fortemente ridurre
l�attivit� nelle due ultime annate a causa di una riforma che, con le
attuali regole, ha loro assegnato solo le briciole (23milioni di euro)
di una torta di 568 milioni di euro � gli aiuti alla ristrutturazione -
finita per la quasi totalit� nelle tasche dell�industria�.
Secondo Brena si tratta di una sorta di
risarcimento a posteriori ma comunque apprezzabile, al quale si unirebbe
un�altra novit� positiva: l�esclusione dell�Italia dai provvedimenti di
potenziale ritiro di produzione nel 2008 e nel 2009, nonch� di possibile
taglio dei contingenti nazionali nel 2010. Un risultato niente affatto
scontato, ottenuto dal Ministro De Castro e dai responsabili del MIPAAF
facendo leva sul forte contributo dato dall�Italia al riequilibrio del
mercato europeo, cedendo quota al Fondo di Ristrutturazione.
�Di fronte a questi risultati positivi
non va per� sottaciuto il rischio che si cela dietro ad alcuni
meccanismi innovativi. L�idea di concedere ai bieticoltori il potere di
iniziativa nel ricorrere in forma autonoma al Fondo di Ristrutturazione,
cos� come congegnata, � illusoria. L�industria infatti avrebbe la
possibilit� di subentrare ai bieticoltori, cancellandone il potere di
autodeterminazione e modificando gli importi attesi�.
�Sul piano generale, non va infine
dimenticato che la Commissione UE, con le sue proposte, punta ad
incentivare l�abbandono della produzione. L�Italia ha gi� pesantemente
contribuito su questo punto ed � necessario trovare gli adattamenti ai
progetti di regolamento che ci possano consentire di gestire le nuove
regole senza impattare l�attivit� dei 6 zuccherifici rimasti. Un�ipotesi
che la bieticoltura italiana, e le forze economiche e sociali che
operano intorno al settore, non possono permettersi�.
Bologna, 8 maggio 2007
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