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COMUNICATO STAMPA
A.N.B. e C.N.B. chiedono l’esclusione della
bietola dalla sospensiva sui neonicotinoidi
A.N.B. e C.N.B. hanno chiesto ai Ministri Zaia, Scajola e Sacconi di
escludere la concia della bietola dal campo di applicazione del DM del
17 settembre scorso del Ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche Sociali (GU 221 del 29/09/2008) sulla sospensione cautelativa
dell’autorizzazione all’impiego di taluni principi attivi.
A parere delle Associazioni, il Decreto infatti appare
privo di motivazioni per ciò che attiene alla bietola.
Il seme della bietola - sostengono le Associazioni- è
confettato, cioè avvolto da una sostanza inerte, al fine di eliminarne
la naturale scabrosità. La confettatura ingloba e trattiene i principi
attivi in causa, attorno al seme, senza che tali principi attivi vengano
né a contatto con l’operatore, né corrano il rischio di essere dispersi
nell’aria all’atto della semina, venendo semplicemente interrati in fase
di semina.
A ciò si aggiunga che, la semina della bietola avviene
in un periodo non collimante con la fase di attività naturale delle api.
In più la bietola non va in fioritura (è estirpata e consegnata agli
zuccherifici prima che ciò accada) e questo impedisce contatti diretti
con le api.
Da quanto sopra emerge con chiarezza che non
esistono i presupposti perché i principi attivi in causa vengano esclusi
in via cautelativa dalla concia del seme bietola, in quanto non sono
nelle condizioni potenziali di generare danni alle api.
Al di là del dato tecnico, è opportuno tuttavia
sottolineare anche altri aspetti.
La scelta di sospendere l’impiego di seme bietola
conciato con i principi attivi in causa, senza che ve ne sia alcuna
utilità sotto il profilo tecnico, comporta, secondo A.N.B. e C.N.B.,
danni economici per l’azienda bieticola per l’adozione di pratiche
colturali alternative più onerose.
Questo aspetto, oltre ad avere un’incidenza sui conti
economici delle aziende interessate alla coltura, potrebbe portare
talune di esse a cessare l’attività nel settore bieticolo, con un
secondo effetto negativo sui programmi di difesa del settore già
appesantiti dalle difficoltà indotte sul piano normativo comunitario.
In conclusione, a fronte
dell’inutilità dell’estensione al seme bietola del provvedimento in
questione, si avrebbero per contro danni certi sugli equilibri economici
delle aziende agricole e sulle possibilità di difendere i livelli
produttivi adeguati alle necessità dell’industria di trasformazione.
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