ANB Press Release 403 - Comunicato stampa  ANB-CNB 17 ottobre 2008

COMUNICATO STAMPA 


A.N.B. e C.N.B. chiedono l’esclusione della bietola dalla sospensiva sui neonicotinoidi


A.N.B. e C.N.B. hanno chiesto ai Ministri Zaia, Scajola e Sacconi di escludere la concia della bietola dal campo di applicazione del DM del 17 settembre scorso del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (GU 221 del 29/09/2008) sulla sospensione cautelativa dell’autorizzazione all’impiego di taluni principi attivi.

A parere delle Associazioni, il Decreto infatti appare privo di motivazioni per ciò che attiene alla bietola.

Il seme della bietola - sostengono le Associazioni- è confettato, cioè avvolto da una sostanza inerte, al fine di eliminarne la naturale scabrosità. La confettatura ingloba e trattiene i principi attivi in causa, attorno al seme, senza che tali principi attivi vengano né a contatto con l’operatore, né corrano il rischio di essere dispersi nell’aria all’atto della semina, venendo semplicemente interrati in fase di semina.

A ciò si aggiunga che, la semina della bietola avviene in un periodo non collimante con la fase di attività naturale delle api.
In più la bietola non va in fioritura (è estirpata e consegnata agli zuccherifici prima che ciò accada) e questo impedisce contatti diretti con le api.

Da quanto sopra emerge con chiarezza che non esistono i presupposti perché i principi attivi in causa vengano esclusi in via cautelativa dalla concia del seme bietola, in quanto non sono nelle condizioni potenziali di generare danni alle api.

Al di là del dato tecnico, è opportuno tuttavia sottolineare anche altri aspetti.

La scelta di sospendere l’impiego di seme bietola conciato con i principi attivi in causa, senza che ve ne sia alcuna utilità sotto il profilo tecnico, comporta, secondo A.N.B. e C.N.B., danni economici per l’azienda bieticola per l’adozione di pratiche colturali alternative più onerose.

Questo aspetto, oltre ad avere un’incidenza sui conti economici delle aziende interessate alla coltura, potrebbe portare talune di esse a cessare l’attività nel settore bieticolo, con un secondo effetto negativo sui programmi di difesa del settore già appesantiti dalle difficoltà indotte sul piano normativo comunitario.

In conclusione, a fronte dell’inutilità dell’estensione al seme bietola del provvedimento in questione, si avrebbero per contro danni certi sugli equilibri economici delle aziende agricole e sulle possibilità di difendere i livelli produttivi adeguati alle necessità dell’industria di trasformazione.

 

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www.anb.it Pagina aggiornata il: 5 settembre 2008