RICONVERSIONI: UN CONTRIBUTO DI CHIAREZZA
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Bieticoltori (ANB)
riunitosi in data odierna,
in relazione ai recenti fatti denunciati anche sugli Organi di stampa,
precisa:
1. l’ANB è l’Organizzazione maggiormente rappresentativa a livello
nazionale degli interessi dei bieticoltori, anche dopo la drastica
riduzione della produzione bieticola, a seguito della riforma
comunitaria del mercato saccarifero.
Senza voler introdurre ulteriori polemiche, va ricordato che le scelte
della UE e le conseguenti determinazioni normative comunitarie e
nazionali, furono a suo tempo osteggiate da ANB e da alcune
Organizzazioni Professionali agricole a vocazione generale, ma non dalla
Coldiretti.
2. l’ANB stigmatizza l’uso strumentale di notizie e di informazioni non
esatte e non veritiere, diffuse al solo fine di provocare divisioni,
contrapposizioni nel mondo dei bieticoltori ed in generale in quello
dell’agricoltura, che già vive una situazione di grande difficoltà,
accentuata dai ritardi degli interventi normativi da tempo richiesti,
per assicurare maggiore competitività al nostro settore.
3. l’ANB, che è il socio di riferimento di Finbieticola, non ha mai
tradito la sua missione, nel corso dell’attività sociale esercitata
dalla stessa Finbieticola, avendo sempre agito nel rispetto della
normativa e nell’esclusivo interesse dei bieticoltori.
4) Finbieticola, dopo la sua nascita, è costantemente intervenuta a
sostegno del mondo bieticolo, come testimoniano le risorse impiegate per
risolvere le difficoltà degli stabilimenti del Gruppo Montesi, di
Castiglion Fiorentino, di Celano, di Villasor, che hanno richiesto
l’impiego di ingenti capitali profusi dalla stessa Finbieticola.
Peraltro, le scelte operate da Finbieticola a sostegno degli
imprenditori del settore dal 1985 ad oggi, non sono state oggetto di
contestazione o impugnazione da parte di chicchessia, così come tutti i
bilanci sono stati regolarmente approvati.
5) Nel 2001 Finbieticola, su concorde richiesta di tutte le associazioni
di rappresentanza del settore (ANB, CNB, ABI) ha partecipato insieme a
COPROB e SADAM all’operazione di acquisizione della società ERIDANIA
Begin Say rilevando tutti gli stabilimenti italiani, le strutture
aziendali, idonee a realizzare la filiera agroalimentare nel settore
della produzione e la trasformazione dello zucchero. Successivamente
Finbieticola insieme a COPROB ha costituito Italia Zuccheri s.p.a.
6) Nel 2006 a seguito dell’introduzione della OCM Zucchero, che ha
decretato per l’Italia una massiccia riduzione della produzione
bieticola, la società Italia Zuccheri ha attivato la procedura prevista
dalla normativa comunitaria (Reg. CE 320/06 e Reg. CE 968/06) che
prevede un regime temporaneo per la ristrutturazione dell’industria
dello zucchero, accordando indennizzi sotto forma di aiuti economici per
quegli zuccherifici che rinunciano alle proprie quote di produzione e
prevedono la chiusura, lo smantellamento e la riconversione dei loro
impianti di produzione.
La normativa comunitaria ha trovato attuazione nella L. 81/2006, nonché
nei relativi decreti di attuazione del MIPAAF. Italia Zuccheri per il
taglio della produzione bieticola deliberato a livello comunitario, è
stata costretta a ridurre di oltre il 60% la propria quota di produzione
e a mantenere un solo sito produttivo (Pontelongo) impegnandosi alla
riconversione dei restanti 4 zuccherifici chiusi (tra cui Bondeno e
Casei Gerola).
7) Questi sono i fatti. ANB è certa di dimostrare, in tutte le sedi, la
correttezza del proprio operato, la legittimità delle proprie scelte e
soprattutto di avere sempre agito nell’interesse del mondo agricolo
anche attraverso la propria controllata Finbieticola.
8) ANB si augura di aver fornito un contributo di chiarezza in questa
vicenda, dove sembra che si voglia far prevalere gli slogan, le dicerie
e non il pacato confronto sui fatti. Solo in questo modo il mondo
bieticolo ed in generale l’agricoltura italiana, trarrà giovamento.
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