LA STORIA

DELL' ASSOCIAZIONE NAZIONALE BIETICOLTORI

 

Con termine forse enfatico ma certamente inconfutabile, si può affermare che la storia dell’Anb coincide con la storia della bieticoltura italiana.
Le radici di Anb sono i sindacati bieticoli sorti all’inizio del secolo nei diversi distretti bieticolo saccariferi della pianura Padana per tutelare i bieticoltori di fronte all’industria acquirente.
L’unicità di destinazione della bietola (trasformazione in zucchero) facilitò certo l’aggregazione dei produttori e accelerò rispetto agli altri comparti il processo di concentrazione delle rappresentanze.
Dalla federazione di questi sindacati, nacque nel 1917 a Bologna la Federazione Nazionale Bieticoltori.
Il primo obiettivo della neonata Federazione fu quello di creare norme di maggiore equità nell’apprezzamento del valore delle bietole, sia per quanto concerne le norme tecniche di analisi che per quanto concerne i parametri di valutazione economica.
Nel 1923 la Fnb centrò un grande obiettivo, spuntando dall’industria un contratto nazionale nel quale il pagamento dei carichi sarebbe avvenuto, oltreché in base al tradizionale criterio del peso (sistema quantitativo), anche in riferimento al parametro "titolo zuccherino" dei carichi stessi (sistema qualitativo).
Negli anni ‘20 l’azione politica della Fbn si orientò lungo la linea di una strenua difesa di un sistema protezionistico per la produzione nazionale, ancora troppo giovane per affrontare la concorrenza dei Paesi del Centro Nord Europa, a maggiore tradizione e vocazione bieticola.
Nel 1932 la Fbn acquisisce la personalità giuridica e si trasforma in Associazione Nazionale Bieticultori.
Essa partecipa a diversi, interessanti progetti, improntati alla connotazione autarchica delle politiche produttive di quei periodi, quali l’istituzione di un Comitato all'interno dell'Ente Nazionale Seme finalizzato principalmente alla ricerca varietale di sementi specifiche per i nostri ambienti, e gli studi per la destinazione alternativa della lavorazioni verso essenze per autotrazione. Nel 1939 è avviata l'attività in Calabria e viene inaugurato il primo stabilimento di trasformazione di proprietà dei Bieticoltori associati a Tresigallo di Ferrara.
Terminata la guerra, dopo una successiva fase di commissariamento, l’Associazione torna nelle mani dei produttori e avvia il rilancio delle produzioni.
E’ del periodo postbellico la diffusione della coltura e, con essa, del sistema agroindustriale, nelle aree non tradizionali del Centro e del Sud, già iniziato prima della guerra. Si tratta di esperienze positive che radicano felicemente in diverse zone, anche se non in tutte (come la sfortunata avventura siciliana dello Zuccherificio di Motta Sant’Anàstasia).
Negli anni ‘60 l’Anb affianca le rappresentanze pubbliche nel difficile compito di costruire le linee normative per dare vita al Mercato Comune dello Zucchero. Nel 1968, dopo vari anni di gestazione, viene così alla luce il regolamento di base Comunitario del tutto rivoluzionario rispetto agli altri comparti, perché basato su linee di orientamento produttivo legate a quote di produzione e non solo sui prezzi.
Quote peraltro riferite non già alla Bietola, bensì al prodotto di prima trasformazione, lo zucchero.
Parte agricola e parte industriale trovarono la loro cinghia di collegamento in un coacervo di norme collaterali complesse, la più importante delle quali fu data dal Regolamento sugli accordi Interprofessionali (n. 206/68).
Gli interessi italiani di fronte ad una Europa dello zucchero certamente più favorita sotto il profilo ambientale e strutturale, vennero assicurati da una serie di norme che maggioravano il prezzo della bietola (aiuti nazionali, regionalizzazione, parametrazione più tutelante per i più bassi tenori in zucchero quali quelli italiani), e finanziavano un processo di ristrutturazione industriale (aiuti nazionali).
Di converso, l’Italia fu dotata di una quota nazionale insufficiente, e sempre più discriminatoria man mano che, con l’allargamento della Comunità, nuovi Paesi venivano compensati con quote molto più favorevoli.
Tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 nascono le condizioni di quella crisi finanziaria di buona parte dell’industria saccarifera italiana che originò interessanti forme di intervento pubblico e di cooperazione di volontà tra lo stesso mondo pubblico da un lato e mondo bieticolo saccarifero dall’altro.
Nel 1982 viene infatti fondato il Fondo Bieticolo Nazionale, che gestendo le disponibilità del mondo bieticolo derivanti dagli aiuti per assicurare il sistema di prezzo bietole adottato in Italia (prezzo a mutualità di oneri), consentì l’attivazione di risorse agricole destinate a dare vita e linfa economica alla Finbieticola, Società delle Associazioni Bieticole, destinata alla acquisizione di partecipazioni nel mondo industriale.
Nel 1986 la Finbieticola, insieme alla Ribs (Finanziaria di intervento pubblico per il settore) ed alla Safi (partner privato costituito da alcune Società prevalentemente saccarifere) diede vita alla Isi, seconda Società saccarifera del Paese,della quale la Finbieticola possiede tuttora il 35%.
Successivamente la Finbieticola ha acquisito una partecipazione nella Società Sadam Castiglionese.
Tutto questo può realizzarsi grazie al disegno programmatico del Piano di Settore, emanato dal Cipe nel 1984, dalla quale ha preso il via anche la costituzione della già citata Ribs.
Negli anni ‘90 il settore inizia una difficile stagione caratterizzata dalle nuove norme sui commerci internazionali e dai riflessi che scaturiscono sui regolamenti comunitari del settore, caratterizzati in particolare da un allentamento dei vincoli di garanzia e da un progressivo abbattimento di quegli aiuti nazionali che avevano costituito fin dall’origine un fattore di riequilibrio delle inferiorità naturali e strutturali delle nostre produzioni.
Compito di Anb è quello di cercare risposte convincenti al futuro del settore, tali da dare certezze agli operatori e consentire il mantenimento di livelli produttivi in linea con le esigenze del Paese e degli assetti della nostra agricoltura.

 

 

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www.anb.it Pagina aggiornata il: 19 maggio 2001 Associazione Nazionale Bieticoltori